IL TOCCO DEL RESPIRO
le origini
L’americano Leonard Orr, interessato a tecniche di meditazione e osservazione dell'essere,
approda infine in India dove incontra e viene illuminato da un grande maestro come BabaJi.
Nei suoi viaggi approfondisce la conoscenza di alcune discipline orientali di meditazione
e delle tecniche di respiro utilizzate.
Lo studio e la sperimentazione che ne segue, concentrandosi sul suo respiro, scopre che quell’atto così semplice e spontaneo era alla base di esperienze che potevano portare ad alti stati di consapevolezza, entrando maggiormente in contatto con il Sé. Praticando la forma di respiro che poi definì con "respirazione consapevole circolare", pone attenzione all’atto e quanto accade da quel momento.
Leonard Orr utilizzava la sua tecnica di respiro immerso in una vasca di acqua calda con l'intenzione di ricreare l’ambiente intrauterino per rivivere il momento della propria rinascita, convinto che solo in questo modo quanto da lui scoperto potesse essere riprodotto.
Con il proseguire dei suoi studi scopre che l'"effetto acqua" non è fondamentale per attivare l'individuo e arriva a distinguere differenti processi e reazioni sia essa "in acqua”, sia fuori dall'acqua, definita a “secco”.
Nella pratica di questa tecnica, non tutti rivivono l’esperienza della propria nascita, ma nella maggior parte dei casi, questa fa riaffiorare blocchi emozionali inconsci che spesso "scioglie".
Nasce così il Rebirthing e Leonard apre una scuola attraverso la quale insegna tecnica e filosofia della pratica. Tra i suoi allievi evidenzio Sondra Ray, per molti la mamma del rebirthing, tutt'ora impegnata con seminari nel mondo; Phil Laut, particolarmente attento al potere delle affermazioni; Jim Leonard che appronfondendo alcuni aspetti del rebirthing iniziale codifica il "Vivation".
Altre scuole ispirate ai metodi proposti dal rebirthing ed elaborano differenti tecniche che comunque integrano la tecnica di respiro come Stanislav Grof che elabora la respirazione olotropica, o il breathwork che integra tecniche di comunicazione e di ascolto propongono esperienze che mantengono una componente “respiro”, più o meno intensa, e un approccio rivolto all'esplorazione e liberazione di quelle emozioni bloccanti e trattenute a livello inconscio.
In Italia in varie forme originali o rielaborate, il rebirthing si comincia a diffondere indicativamente a metà degli anni '80 grazie a professionisti come Milena scream, forse la prima rebirther italiana, e Filippo Falzoni Gallerani fondatore del rebirthing transpersonale. Altri professionisti meno noti ma altrettanto validi che apprendono direttamente la tecnica in america, fondano scuole di formazione e centri di divulgazione della tecnica e della filosofia del rebirthing. Anche in questo caso alcuni sposano e propongono gli insegnamenti originali, altri elaborano personalizzazioni della tecnica.
In sintesi posso definire il rebirthing come una tecnica di crescita personale che favorisce la propria autoesplorazione rivolta verso la totale consapevolezza e responsabilità di essere umano a livello fisico, mentale ed emozionale.
Si poggia su due elementi di base: la “respirazione consapevole circolare” e il “pensiero creatore”.
Affiancato dal professionista, il cliente attraverso l'autoesplorazione, opera il riconoscimento dei blocchi che lo limitano, entra in contatto con le proprie capacità risolutive verso la conseguente risoluzione del disagio.